geometria sacra



Tutti cerchiamo di comprendere l'Unità che permea la vita

Da sempre l’uomo ha cercato di rappresentare graficamente immagini e concetti per poterli esprimere e tramandare, guidato da sentimenti di creatività e di condivisione con gli altri. La naturale evoluzione di queste rappresentazioni ha dato vita alla simbologia più specifica racchiusa nella Geometria Sacra. Questa è costruita rispettando precise misure e proporzioni che sono l’espressione grafica di fondamentali simbolismi. La sfera, il cubo, il tetraedro e le altre “figure perfette” sono sempre state oggetto di studi e ancora oggi fanno parte della simbologia che è alla base di molte filosofie, credo religiosi, scienze e discipline meditative. Tutta la Materia del nostro Universo interagisce tra di essa seguendo determinati schemi e regole, osservabili e inscritte in queste rappresentazioni che assumono significati e concetti più complessi, importanti e profondi. Il disegno grafico si legge come frequenza in movimento, come una danza continua che presenta nella sua essenza un rapporto inscindibile fatto di Suono - Colore - Numero: questo rapporto si traduce in Musica ed Armonia. La Geometria Sacra è la visualizzazione grafica che permette di esprimere e condividere tra differenti culture, tradizioni, modi di comunicare i medesimi valori Estetici, Metafisici, Matematici e di Bellezza che ognuno di noi interpreta e vive a modo suo.

Fiore della Vita


fiore della vita

Significato

Simbolo di "Inizio", di quello che è vita e di ogni cosa. E’ lo schema della genesi in cui tutto c’è, e da cui tutto parte. Unendo i centri di ogni sfera è possibile disegnare tutti i 5 “Solidi Perfetti” o “Solidi di Platone”: il cubo, il tetraedro, l’icosaedro, il dodecaedro e l’ottaedro. Questi sono la visualizzazione bidimensionale di tutte le forme che le molecole possono assumere e rappresentano quindi tutte le configurazioni che la materia che compone l’universo può avere. E’ anche immagine dei modelli delle possibili realtà e creazioni che si ripetono in tutti gli elementi della Natura e nell’Uomo, come la geometria del girasole, della conchiglia del Nautilus, dei fiocchi di neve e quella in ogni altra cosa. Il Fiore della Vita nelle sue forme precise e regolari contiene la frequenza della vita e ne rappresenta l'unità, trasmettendo energia di perfezione e armonia. In tutte le culture la sfera, nella sua perfezione, rappresenta il Tutto o il Vuoto, il Dio, lo Spirito Cosmico. Il cerchio centrale del Fiore, in cui all’interno si formano i disegni di tre 8, uno orizzontale, uno verticale e uno obliquo, concentra vibrazioni cosmiche e convoglia nel suo interno, il quale a sua volta irradia all’esterno l'energia ricevuta, armonizzandola ed amplificandola.

Geometria

E’ costituito da una Sfera centrale il cui centro coincide con l’intersezione di sei sfere costruite attorno ad essa. Continuando con questa regola e seguendo una simmetria esagonale si giunge al completamento dell’immagine. In totale i cerchi disegnati per intero sono 19, con i centri disposti su 9 linee parallele orizzontali, oppure visualizzabili su 7 piani disposti in altezza con il più alto rappresentato dal cerchio centrale del Fiore e gli altri disposti in profondità. Se si contano invece tutti i cerchi, anche quelli rappresentati solo in parte, il conteggio arriva a un totale di 30 Cerchi completi. In questa costruzione è possibile vedere il simbolo della “Vesica Piscis” che è formato dall’unione di due cerchi con lo stesso diametro, i cui centri si trovano ognuno sulla circonferenza del cerchio opposto. Si aggiunge poi un terzo cerchio, delle stesse dimensioni, che ha il centro coincidente all’intersezione dei primi due andando così a formare il simbolo del “Tripode della Vita”. Anche la cornice è parte dell’immagine: è formata da 60 triangoli con i lati curvi, quasi a formare delle vele, con i raggi che sono il prolungamento dei 19 cerchi principali.

Storia

E’ uno dei simboli più antichi, condiviso da diverse e distanti culture, attraverso tempi e luoghi differenti. Nonostante queste diversità il simbolo non è mai stato modificato radicalmente e si ha traccia di questa rappresentazione nelle civiltà Assire ed Egizie. Il più noto è quello presente nel tempio di Abydos, in una delle più vecchie città dell’Alto Egitto, che presenta le forme e proporzioni originali. Presente anche in tutto il resto del mondo a partire dalla Cina nella “Città Proibita”, in Giappone rappresentato in diversi templi, in India nel “Tempio d’oro” ed anche in Italia. Si ha traccia della rappresentazione su manufatti etruschi del VII secolo, e su più recenti edifici come la Chiesa di San Clemente a Roma o la Chiesa di San Fermo Minore a Verona.


Albero della Vita


albero della vita

Significato

Racchiude al suo interno diversi simbolismi, ricollegabili tutti al concetto cosmico di Creazione. Osservando l’immagine si può evidenziare il simbolo dell’Ankh, antica chiave egizia simbolo di vita, che si forma dal tronco e dai rami principali a forma di “T” al centro del disegno. Proseguendo si vede come la testa circolare dell’Ankh si raddoppia e si specchia verso l’alto diventando un 8. All’intero del tronco, all’altezza in cui i rami si incrociano, c’è l’"Occhio" ruotato in verticale, che per altro si trova anche all’altezza del cuore dell’Uomo che per simbologia si lega al disegno in ogni suo tipo di versione rappresentativa. Altro carattere comune a tutti i disegni dell’Albero della Vita sono le Radici che in questo caso ricordano gli intrecci dei nodi celtici, e sono sempre visivamente molto fitte ed intricate. Inoltre le Radici sono sempre collegate ai Rami in almeno un punto del simbolo. Questi significati vengono anche associato all’albero del giardino dell’Eden, come simbolo di fonte di vita e nutrimento. I rami simboleggiano i “Cieli” e le intricate radici simboleggiano le Origini dell’umanità. Questi due tipi di significati non sono però lontani e scollegati ma si uniscono trovandosi sempre in un punto d’incontro. E’ anche simbolo di connessione tra la Madre Terra e l’Universo, in cui il tronco rappresenta la via di congiunzione tra il piano terreno e quello celeste: l’Uomo come l’albero è figlio del cielo e della terra, ed è a contatto dell’uno e dell’alto ed è punto d’intersezione e chiave di collegamento tra tutto ciò che è in alto e tutto ciò che è in basso.

Geometria

Le forme grafiche dell’Albero della Vita sono molte ed eterogenee ma la stilizzazione di ogni tipo di rappresentazione porta, alla massima semplificazione, alla formazione di due triangoli, con le punte orientate verso il centro. Le basi maggiori di questi triangoli sono una in basso e una in alto, quasi a formare una clessidra.

Storia

Condividendo le sue origini con il simbolo del “Fiore della Vita” è un simbolo molto antico, diffuso in tutto il mondo attraverso culture ed epoche differenti. Si ha traccia di questa rappresentazione nelle civiltà e culture Celtiche, e gaeliche in cui veniva chiamato Crann Bethadh. Presente fin dalle culture Sumere in cui era simbolo di Creazione divina nel mito di Inanna. Colei che ha piantato il sacro albero di Huluppu. Si ha traccia anche in America nelle tradizioni degli antichi Cherokee. L’albero della Vita è stato tramandato da culture differenti in luoghi differenti ma trasmette i medesimi valori di creazione universale.


Cubo di Metatron


cubo di Metatron

Significato

Rappresenta la volontà, il manifestarsi della Divinità o del suo volere all’interno delle questioni che appartengono al nostro Mondo. Partendo dal centro, si può osservare un cerchio suddiviso in 6 parti da 2 “Phi”, specchiati uno in alto e uno in basso. E’ lo stesso che, con linee curve, è possibile vedere nel centro del Fiore della Vita. Partendo dal disegno 2D si arriva alla rappresentazione dei Solidi in 3 dimensioni: la piramide, il cubo, il tetraedro e gli altri Solidi Perfetti. Il punto che si forma in centro con l’unione delle 6 linee è il vertice di una piramide a base esagonale, ma è anche lo spigolo di due cubi, uno più grande e uno più piccolo. Questi cubi non sono però vuoti: al loro interno ci sono alte due piramidi. Proseguendo si può individuare partendo dai sei triangoli che hanno come base i lati più esterni della figura, la rappresentazione di un Diamante visto dall’alto, e il punto centrale del disegno diventa la sua punta orientata in profondità rispetto la figura. I 5 “Solidi Perfetti” e il loro intrecciarsi sono la visualizzazione bidimensionale di tutte le forme che le molecole conosciute possono assumere. Rappresentano quindi tutte le configurazioni che la materia che compone l’universo può avere, visualizzando tutti i modelli possibili di realtà e creazione.

Geometria

Formato dalla rappresentazione di 13 sfere i cui centri sono uniti e collegati da precise linee. L’incontro di queste Linee da vita alla raffigurazione tridimensionale di tutti i 5 “Solidi Perfetti” o “Solidi di Platone”: il cubo, il tetraedro, l’icosaedro, il dodecaedro e l’ottaedro. Concentrandosi sulla struttura diventano visibili seguendo gli spigoli che partono dai centri delle circonferenze. Inoltre è presente per ciascuno dei Solidi una doppia rappresentazione: una più grande a partire dalle 6 circonferenze più esterne e una a scala ridotta con le circonferenze più interne.

Storia

Simbolo molto antico che affonda storicamente le sue origini nel simbolo del “Frutto della Vita” e si collega nel significato ad una lettura dell’Albero della Vita in cui l’Arcangelo Metatron con la sua controparte, l’Arcangelo Sandalphon, reggono il simbolo dell’Albero rispettivamente dalla cima e dalla base. Le antiche origini del Nome partono dalle tradizioni orali ebraiche e le prime trascrizioni appaiono del libro di Zohar (libro dello Splendore) descritto come l’Angelo del Signore. Nella tradizione cristiana la stessa figura è identificabile nel vecchio testamento come l’Arcangelo Michele e con gli stessi significati è anche presente in alcuni aspetti dell’Islam. E’ simbolo di congiunzione tra l’uomo e il Divino, aiutando tutti coloro che sono disposti ad assumersi le responsabilità per le proprie azioni nella realizzazione e raggiungimento del proprio compito di Vita.


Yin Yang


Yin Yang

Significato

Tra alcuni dei più famosi ed utilizzati simboli è la rappresentazione simbolica di due controparti diverse tra di loro: “Yin” il nero e “Yang” il bianco. Letteralmente posso essere tradotte dal cinese come “la parte soleggiata della collina” e “la parte in ombra della collina”. Simboleggiano due argomenti in contrapposizione tra loro come il Giorno e la Notte, il Bianco e il Nero, il Positivo e il Negativo, il Sole e la Luna, il Fuoco e l’acqua, il Passivo e l’Attivo, il Chiaro e lo Scuro, il Cielo e la Terra. Queste due metà non sono solo in netto contrasto ma sono anche entrambe necessarie per permettere la formazione del Cerchio, che è rappresentazione del Tutto, dell’Universo, della Perfezione. Hanno un aspetto importante anche le due sfere più piccole che sono in contrasto con la metà in cui sono posizionate. Nella parte chiara, bianca trova posto una piccola porzione di nero, nella metà scura Viceversa. Questo simboleggia che non vi è completa e matematica purezza in ognuna della due metà, ma vi è anche una porzione dell’”Elemento” opposto.

Geometria

E’ costruito partendo da una circonferenza con all’interno una sinuosa linea. Questa linea è la rappresentazione dei due cerchi inscritti tangenti tra di loro. Nel punto centrale di queste due sfere interne sono costruite a loro volta altre due piccole sfere. Se si specchiano due Yin Yang l'uno sull'altro, nel centro si formerà un 8. Fa parte del simbolo anche la colorazione delle due metà: a sinistra trova posto la parte chiara con la sua controparte di destra che è rappresentata scura. Infine la piccola sfera in alto è chiara ed è in contrapposizione alla piccola sfera in basso che è scura.

Storia

Simbolo risalente all’antica filosofia Cinese, nato probabilmente dall’osservazione del ciclo del giorno e della notte. Due momenti in contrasto tra loro ma fondamentali in egual misura per il trascorrere del giorno e della Vita. E’ la rappresentazione grafica del perfetto equilibrio che regna tra forze opposte, in tutto quello che è materiale e spirituale.


Yantra


Yantra

Significato

Sono figure geometricamente sinuose e armoniose che con le loro forme precise e ricercate trasmettono serenità e positività. Posso essere catalizzatori per la concentrazione e meditazione di chi si sofferma ad osservarle. Sono simbolo di tutto ciò che è positivo. Ogni loro singola parte, linea o arco è in perfetta armonia con tutte le altre che compongono lo Yantra. Sono disegni che si trovano Tutti in Natura. Ad esempio osservando il centro del girasole dall’alto. Oppure visualizzando i campi magnetici con la polvere di ferro. Trasmettono senso di movimento, che vanno dal centro all’esterno e poi reciprocamente dall’esterno al centro. E’ sempre possibile trovare triangoli, rappresentazione base e fondamentale presente in ogni cosa. Alcuni di questi sono orientati verso l’interno e alcuni sono orientati verso esterno, questo da senso di movimento e alternanza, come in una frequenza armoniosa . Le linee curve portano a sviluppare l’ottica per leggere una sfera , una superficie che da 2D diventa 3D, come i riflessi sulla superficie di una goccia d’acqua. La cornice è un quadrato con 4 “T”, il Tao, che rappresenta la trinità dell’Uomo. L’insieme di queste 4 trinità forma il 12: l’anno completo, l’uomo completo, l’uomo cosmico. Questi disegni sono lo specchio della geometria che abbiamo dentro.

Geometria

Simbolo costruito dall’intersezione centrale di numerosi archi, sviluppati in senso orario ed in senso antiorario. Tutte le curve presenti hanno il medesimo raggio. Può anche essere presente una cornice di forma geometrica con costruito un rettangolo aperto su ognuno dei lati a formare una T. A questo grafico di partenza possono essere aggiunte anche serie di circonferenze concentrice, che hanno come raggio la distanza che va dal centro del simbolo alle intersezioni degli archi.

Storia

Sono simboli dalle geometrie precise che da molto tempo sono utilizzati in ambiti di radiestesia e radionica. Hanno sempre avuto valori disimboli e grafici Emettitori come catalizzatori per la concentrazione e positività. Esteticamente armoniosi e geometrici sono simboli dinamici che nei loro ritmi hanno frequenze intense, dinamiche e positive.


Sri Yantra


Sri Yantra

Significato

Nello Sri Yantra sono rappresentate la creazione e l’equilibrio dell’Universo. Il punto centrale, detto “Bindu” è la rappresentazione geometrica dell’inizio della creazione. Attorno a questo punto i 4 triangoli orientati verso l’alto rappresentano “Shiva” l’essenza maschile, bilanciati armoniosamente dai 5 restanti triangoli orientati verso il basso che rappresentano “Shakti” l’essenza femminile. I 43 triangoli più piccoli che si formano dalle intersezioni dei 9 principali rappresentano “l’Utero Cosmico”, l’Universo.
Questo Yantra considerato uno dei Simboli più potenti in assoluto ha racchiuso al suo interno il significato di armoniosa nascita e coesistenza della dualità maschile e femminile, male e bene, bianco e nero che però si disperde e integra nella più grande e disomogenea completezza dell’universo.

Geometria

Composto da 9 triangoli inscritti in un cerchio di cui è rappresentato il suo centro. Cinque triangoli sono orientati verso il basso e i rimanenti quattro verso l’alto. Spesso viene rappresentato con una o due corone di petali di Loto stilizzati, rispettivamente formate da otto e sedici petali. I nove triangoli formano a loro volta altri 43 triangoli più piccoli.

Storia

Appartiene alla categoria degli YANTRA, parola sanscrita che ha il significato di “mezzo”, “strumento atto a favorire”, che fanno parte a loro volta di una categoria più ampia: i Mandala. Si ha traccia del più antico Sri Yantra nel sud dell’India nel tempio Vidyashankara a Sringeri nello stato del Karnataka, datato all’incirca 2500 anni. Ancora oggi è largamente utilizzato in India, Cina e Tibet come simbolo di buona sorte: favorisce l’abbondanza, aiuta ad aggirare e superare gli ostacoli nel raggiungimento dei desideri, catalizzatore di pace e armonia favorisce la crescita materiale e spirituale.


Ankh


Ankh

Significato

Famosa per essere uno dei simboli più diffusi nell’antico Egitto con il significato di Vita ed Eternità, era spesso utilizzata assieme ad altri due simboli nell’allora comune augurio: “Vita, Prosperità e Salute”, Ankh - Wedja - Seneb. Chiamata anche Chiave della Vita o Croce Ansata è arrivata fino a noi in alcune varianti dai tratti leggermente modificati, ma portando sempre le stesse energie e valori di augurio, unione, benessere e vita. La parte più alta, formata da una delle figure più ricorrenti nella Geometria Sacra, è un tratto circolare. Il cerchio rappresenta il Tutto, la Perfezione, la Completezza, il piano divino. Questo viene poggiato e unito al braccio orizzontale del Tao che simboleggia il piano materiale in cui l’uomo la sua esistenza. L’unione di queste due parti continua proiettandosi e fondandosi sul braccio verticale della T. Quest’ultimo elemento è "il prodotto della forza divina che vivifica la materia" (Giovanni Grasso) e che sorregge entrambe le entità superiori. Assume grande importanza la precisa proporzione del Tao: l’unione delle due estremità dell’asse orizzontale con la punta in basso dell’asse verticale forma esattamente un Triangolo Equilatero. Il triangolo è simbolo importantissimo per l’uomo da sempre, come realtà Trina, trinità o collegamento con il divino. Come tutta le geometrie sacre, anche la Chiave dell’Ankh la possiamo facilmente ritrovare in Natura sia nel micro, sia nel macro. Un curioso esempio, molto vicino a noi, è visibile nel “Poligono o Circolo di Willis”. Viene chiamato così il sistema di anastomosi arteriose che è situato alla base della nostra scatola cranica ed è formato dall’incontro di alcune grosse arterie che ricordano molto da vicino quello della chiave dell’Ankh. Altro esempio in Natura è visibile nelle immagini del campo magnetico terrestre deformato dal vento solare: le linee di campo disegnano così una figura molto vicina alla rappresentazione dell’Ankh.

Geometria

Composta da due elementi principali, il cerchio e il Tao, ha una costruzione geometrica relativamente semplice ma le sue proporzioni sono molto precise, e ogni sua dimensione è creata in relazione con le altre. Come scrive Giovanni Grasso nel suo studio, “Il Potere del Simbolo”, l’intera figura dell’Ankh è inscrivibile in un Rettangolo riportante la perfetta Proporzione Aurea. Il braccio orizzontale della Chiave è disegnato ad una precisa altezza: esso è infatti la base di un triangolo Equilatero con il vertice principale orientato verso il basso e coincidente con il lato basso del rettangolo aureo. Sopra a questo asse orizzontale dell’Ankh, troviamo infine la parte circolare che conforma le sue dimensioni in modo da essere inscritta completamente nello stesso rettangolo. Risulta così essere leggermente schiacciata e non perfettamente tonda. Altra cosa molto importante è lo spessore delle due “braccia” del Tao: non è uguale lungo tutta la loro lunghezza ma diventa più grande allontanandosi dal centro della Chiave, individuato nel punto d’incontro tra la circonferenza e il T.

Storia

Ad oggi le tracce più antiche di rappresentazioni o manufatti con la forma dell’Ankh risalgono all’Egitto predinastico, circa 5170 anni fa. La troviamo raffigurata in molte tombe egizie, di faraoni e non solo, portata in dono da diverse divinità con il significato di vita Eterna. In scritture e rappresentazioni dipinte era anche utilizzata come vero e proprio amuleto e strumento, tenuto in mano con le dita infilate nel cerchio dell’Ankh. Le sue tracce attraversano la storia anche nella cultura Romana dove veniva rappresentata e usata come simbolo di Fertilità. Rimane un simbolo conosciuto e diffuso ancora oggi in molte culture moderne e diverse tra loro. Abbiamo infine traccia di un suo antico utilizzo pratico: venivano create Ankh con inserito uno specchio nel cerchio in alto, la più famosa è stata ritrovata nella tomba di Tutankhamon. Nella cultura Egizia infatti la vita sulla terra era considerata lo Specchio di quella ultraterrena, e lo specchio stesso veniva considerato un oggetto capace di nascondere significati mistici. Ad esempio durante il Festival delle Lanterne tenuto in onore della dea Neith, venivano lasciate accese per tutta la notte le lanterne ad olio così da creare l’immagine speculare dei Cieli sulla Terra, riflettendo le stelle del cielo.